| Alani del Principe Arechi | |
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Allevamento di alani del Principe Arechi |
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La tradizione vuole che la prima immagine conosciuta dell'Alano, sia quella ritrovata in una tomba egiziana del 3000 a.C., che raffigura un cane di grande mole dal mantello arlecchino. Simili illustrazioni sono state ritrovate anche nei templi babilonesi del 2.000 a.C., ma, a parte la mole, null’altro può ricondurre i cani ivi raffigurati ai moderni alani. Altrettanto vaga è l’ipotesi che si parli dell’alano in un passo letterario cinese del 1121 a.C., anche se è fuor di dubbio che i popoli medio-orientali allevassero e tenessero in grande considerazione cani molto grandi, robusti e possenti, con testa pesante, orecchie pendenti e labbro abbondante. Anche i più illustri cinologi sono in genere concordi nel riconoscere, quale antenato ancestrale di tutti i molossoidi e delle razze con essi imparentati, il Mastino del Tibet. Questi cani di origine indo-europea furono probabilmente diffusi in Europa dai Fenici, che nei loro viaggi si spinsero fino alle coste della Francia e dell'Inghilterra, ed avrebbero così contribuito alla nascita del Canis familiaris decumanus, progenitore del piu' famoso Bullembeisser, universalmente riconosciuto come il diretto ascendente dei Mastini europei. Questi cani venivano usati per la caccia al cinghiale e per la lotta contro orsi e tori, essendo dunque i progenitori della forma medioevale tedesca del cane da presa (Saupaker=acchiappa cinghiali). Un altra ipotesi, che concorda con l'origine indoeuropea del nostro alano, è quella che ritiene che sia stato il popolo degli Alani (tribù nomadi della Scizia, che invasero la Gallia, la Spagna e l'Impero Romano nel V sec.) a diffondere i loro cani durante le loro campagne di conquista. Gli Alani furono sottomessi dagli Unni ed attraverso grandi migrazioni, i discendenti di questi popoli, con i loro cani, raggiunsero ogni regione dell'Europa. Anche i Romani amarono molto questo tipo di cane e, dopo la conquista della Britannia dove venivano usati dai Sassoni per cacciare l’orso, li importarono in gran numero. Fu il naturalista Buffon a dare alla razza il nome di "gran danese", nome con cui è oggi conosciuta in molte parti del mondo, malgrado il fatto che la Danimarca poco o nulla abbia avuto a che fare con il suo sviluppo. Nella "Table de l Orde des Chiens", che Buffon volle ricca di illustrazioni, si può ammirare un autentico alano arlecchino. Così come è inconfutabilmente un alano arlecchino quello rappresentato in un trattato del naturalista Carlo Linneo. Nel 1878 a Berlino, un comitato composto da sette allevatori e Giudici sotto la presidenza del Dr. Bodinus, decise di fissare le caratteristiche della razza, che da allora fu chiamata Deutsche Dogge (Alano Tedesco). Nel 1880 poi, fu redatto il primo standard. Da questo momento parte la selezione di questa stupenda razza canina, selezione che non fu solo morfologica, ma tenne in gran conto (e non poteva essere altrimenti, vista la mole incontenibile di questo cane) la parte caratteriale, portandoci al cane che oggi ammiriamo, dall’indole pacifica e dall'attaccamento smisurato per la famiglia e per la casa. Gli enormi alani sono i cani ideali per i bambini. Sono devoti ed hanno un comportamento leale come poche altre razze ed una capacità quasi umana di riconoscere il pericolo e di affrontare le situazioni.
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